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INTRODUZIONE


La particolare configurazione del territorio della Valle di Non, con ampi terrazzi morenici incisi dalle profonde forre dei Torrenti Noce e Novella, distingue - da un punto di vista geomorfologico - tre distinte zone localmente definite come sponda sinistra, sponda destra e terza sponda: quella in sinistra orografica del Torrente Noce, dalla gola della Rocchetta a sud, fino al Passo delle Palade a nord, comprendente l’ampio territorio dominato dalla lunga e boscosa catena del M. Roen è storicamente individuata come Anaunia dal nome dell’antico capoluogo Anagnia (Sanzeno); tale zona è citata nell’importante documento storico risalente al 46 d. C. rinvenuto a Cles (Tavola Clesiana), con il quale l’imperatore Claudio concedeva la cittadinanza romana agli abitanti della valle, distinguendoli in Anauni, Tuliassi e Sinduni, probabilmente in funzione della loro collocazione geografica. L’Anaunia è a sua volta divisa dalla profonda forra del Torrente S. Romedio che ne delimita la parte nord (Alta Anaunia o, in gergo popolare locale, “Soratovo”). Beneficiando della notevole ricchezza di beni storici (castelli, torri, viabilità antica etc.) ed ambientali (forre, grotte, punti panoramici, vegetazione etc.), presenti in questo ambito geografico, sono stati ideati e proposti i seguenti 12 percorsi di tipo turistico-escursionistico, finalizzati al collegamento ed alla riscoperta di tali luoghi.
 
L’asse principale di collegamento, dalla Rocchetta a S. Romedio, costituito dai percorsi n. 1-4-5-6-8-12 si sviluppa per circa 20 km, partendo dai ruderi della Torre di Visione (castello medioevale con amplissimo panorama) sovrastante la gola della Rocchetta, arrivando fino alla pineta oltre l’abitato di Smarano a ridosso della Valle del Verdès in fondo alla quale sorge il famoso santuario, raggiungibile tramite sentiero che, dipartendosi dal percorso n. 12, scende al lago di Tavon e successivamente a S. Romedio. Tale sistema di percorsi recupera la viabilità antica che dalla Rocchetta giunge a Castel Thun e in seguito al notevole complesso edilizio - religioso di S. Martino a Vervò, attraverso bei boschi di faggio e conifere, passando per la guarnigione di Prà Ciastel (ruderi, probabile luogo di sosta e cambio dei cavalli), Mas del Mont (ampia e panoramica distesa prativa) ed attraversando la forra del Rio Pongaiola; successivamente il percorso prosegue a monte dell’abitato di Vervò riprendendo comode strade forestali, fino agli abitati di Sfruz e Smarano, dopo aver attraversato la valletta del rio di Sette Fontane. Anche quest’ ultimo tratto di percorso rappresenta probabilmente l’antica viabilità di collegamento fra gli abitati di Vervò e Tres con Smarano e Sfruz, separati dal solco vallivo del rio Sette Fontane.
 
Dall’itinerario principale si dipartono dei tracciati (per altri 25 km complessivi, finalizzati al raggiungimento di manufatti e luoghi di particolare interesse: in prossimità di Vigo d’Anaunia, tramite i percorsi n. 2 e 3, rispettivamente il castel S.Pietro (XII sec. su sperone roccioso lungo l’antica via che collegava la Val d’Adige) e la forra della Val Ciucina; a valle di Priò, l’agevole e lungo percorso n. 7, da Priò a Castel Bragher (XIII sec.), transitando per l’abitato di Vion; a Tres, i percorsi n. 9 e 10 passando per il “Lac del Bosc” (bella conca prativa con biotopo lacustre) o raggiungere il singolare anfratto roccioso “Vout Sette Fontane”, con possibilità di proseguire per Sfruz o Smarano; da questi, il sistema di percorsi è collegato verso monte con il panoramico altopiano della Predaia (percorsi n. 8 e 11) e - tramite la strada esistente che sale all’omonimo rifugio, con la sentieristica CAI che corre in quota lungo la dorsale della Catena del Monte Roen (Sentiero Italia), raggiungibile anche dal versante atesino (Mezzocorona, Favogna e Termeno).
Val di Non
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